Molti dei difetti dei mix provengono indubbiamente da un errato posizionamento degli studio monitor nelle nostre regie.

Benché ci sia sempre modo di migliorare una situazione disastrosa sia chiaro che, senza un’accurata correzione acustica della stanza – preferibilmente ad opera di un esperto acoustic designer– il beneficio che se ne trarrà sarà relativo e, in parte, i difetti rimarranno.

 

Supporti:

Quando ci riferiamo al Near Field Monitoring, una delle  pratiche più diffuse è quella di posizionare entrambi i monitor sullo stesso mobile. Ciò provoca un certo degrado del suono in virtù del fatto che i due monitor vibrano l’uno per effetto dell’altro creando contro fasi che rendono complicato l’ascolto soprattutto sulle medio-basse e basse frequenze.

Per ovviare a questo fastidioso problema, l’unica e desiderabile cosa da fare è quella di “disaccoppiare” i monitor poggiandoli ognuno su un proprio supporto a terra.

In fig. 1 vedete illustrato un esempio di tali supporti. Per approfondimenti su marche e modelli google farà il resto.

[dt_sc_image_caption image=”11771″ subtitle=”fig. 1) esempio di “free studio monitor stand“”][/dt_sc_image_caption]
[dt_sc_image_caption image=”11778″ subtitle=”fig. 2) Supporto disaccoppiante Isoacoustics”][/dt_sc_image_caption]

Se l’unica possibile soluzione, per voi, è quella classica di poggiare i monitor sullo stesso mobile (o sul meter del mixer), dovreste quantomeno tentare di migliorare la situazione aiutandovi con dei supporti disaccoppianti. Anche in questo caso il mercato vi riserva tanta scelta. Personalmente non sono un grande fan dei prodotti in foam (spugna): ho testato e utilizzato tanti modelli di altrettante marche e trovo che risolvino il problema del disaccoppiamento abbastanza in minima parte.

Precisando che non è mia intenzione fare promozione a una marca piuttosto che ad un’altra (questo NON è un articolo sponsorizzato), tanta differenza la fanno, a mio avviso, i supporti di un’azienda di nome Isoacoustics (vedi foto 2).

Sono prodotti ottimi ed economici usando i quali risulta immediatamente più chiara e intelligibile quella zona dei mix dove cassa e basso fanno sempre a cazzotti.

Posizionamento

Una volta capito e scelto il supporto da utilizzare nel proprio studio, bisogna decidere a che altezza, con che angolazione e a quale distanza dal muro posteriore, i monitor vanno sistemati.

Per il nostro setup utilizzeremo una tecnica nota come “the 38% rule” (la regola del 38%), teorizzata per la prima volta da uno dei più importanti studio designer al mondo: Wes Lachot (http://bit.ly/1pu7Tbm).

Sostiene Mr. Lachot, e fatevene subito una ragione, che questo principio deve essere considerato solo una linea guida e che la sua accuratezza dipende molto dalle dimensioni,  dalle proporzioni e dall’acustica della stanza.

Ciò premesso, immergiamoci nel nostro “room setup”, facendo riferimento all’illustrazione in fig. 3.

Disposizione:

Piazzate i monitor facendo in modo che suonino verso il lato più lungo.

Distanza dai muri laterali:

Disponete i monitor sul lato più corto della stanza mantenendoli equidistanti dai muri laterali e spaziandoli fra di loro di circa 1,5 mt.. Questo è solo un valore di partenza e, a seconda dei monitor, della grandezza della stanza e di ciò che si interporrà fra essi e il punto di ascolto, sarà sicuramente variata.

[dt_sc_image_caption image=”11787″ subtitle=”fig. 3) Posizionamento dei monitor in una regia con setup d’ascolto stereofonico.”][/dt_sc_image_caption]
Posizione del punto di ascolto:

Misurate la parte più lunga della stanza da muro a muro, non dal materiale fonoassorbente eventualmente applicato e, al 38% di ciò che avete misurato e a metà fra i due monitor, piazzateci la vostra sedia.

Distanza dei monitor dal muro posteriore:

Se possedete una coppia di monitor attivi con un sistema incorporato di compensazione dell’EQ, provate ad addossate i monitor a circa 5 cm. dal muro posteriore. In questo caso, in fase di taratura, dovrete compensare l’eccedenza di basse che si verrà a creare tramite i dip-switch, o i potenziometri, o i digital EQ che di solito si trovano sul retro del cabinet.

Se avete monitor senza possibilità di correzione dell’Eq, distanziatevi dal muro in modo che la parte anteriore del monitor non disti da esso più di 60 cm. (vedi fig. 4): distanze più lunghe riducono il livello d’ascolto delle frequenze da 20 a 150 Hz: meglio stare lontani da questo range.

[dt_sc_image_caption image=”11799″ subtitle=”fig. 4) distanza raccomandata dal muro posteriore per monitor senza l’aggiunta di sub (courtesy of Genelec: l’immagine appartiene al legittimo proprietario).”][/dt_sc_image_caption]
Altezza:

Accertatevi che i tweeter siano all’altezza delle vostre orecchie (di solito circa 1,20 mt. da terra), preferibilmente senza dover ricorrere ad una inclinazione dei monitor. Verificate sempre, sul manuale utente, se:

a) i monitor che possedete possano lavorare solo in verticale o se si possano utilizzare anche “distesi”, in orizzontale. No! Non è la stessa cosa!

b) in caso di utilizzo orizzontale degli stessi, i tweeter dovrebbero stare all’esterno o all’interno del cabinet. Anche qui la scelta, per motivi di coerenza di fase al punto di cross-over, non può essere arbitraria!

Angolazione:

Angolate i monitor di 30° verso l’interno. Potete effettuare questa operazione con l’ausilio di un goniometro ma, se possedete uno smartphone o un tablet, potete scaricare un’app gratuita e specifica per il nostro scopo chiamata “Speaker Angle”.

[dt_sc_image_caption image=”11793″ subtitle=”Applicazione “Speaker Angle“, per iOS e Android.”][/dt_sc_image_caption]
[vc_message message_box_color=”success” icon_fontawesome=”fa fa-check”]Se fin qui avete seguito le indicazioni e tutto torna, avrete formato un triangolo equilatero fra voi e i monitor. Se la distanza dal vostro punto d’ascolto è inferiore o superiore all’apertura fra i monitor destro e sinistro, provvedete a correggere le distanze in modo che alla fine tutto risulti equilatero.[/vc_message]

Aggiunta di un Subwoofer

Il subwoofer (se lo usate) merita un discorso a parte. Preciso che non sono un grande fan dei sub, in quanto il piazzamento e la relativa calibrazione mi suona sempre un po’ di compromesso (mia personale opinione: chi lavora nel live può capire meglio di cosa parlo). Qualora vi venisse mai in mente di aggiungere un sub al vostro sistema (siete proprio sicuri? Perché? Pentitevi!), fate quantomeno attenzione a questi tre piccoli accorgimenti:

1) che il sub sia della stessa marca dei monitor

2) che nella vostra regia possiate alzare i volumi a livelli belli alti, pena un intervento del sub sempre poco “rivelante” (ricordate, o voi mortali, le curve di isofonia di Fletcher & Munson…)

3) che la stanza sia ben acusticamente corretta o… lasciate perdere, perché i difetti d’ascolto in quel range di frequenze vi manderebbero in manicomio nel giro di qualche ora!

In teoria, essendo le frequenze basse omni-direzionali, mettere un sub a destra, a sinistra o in un angolo della regia non è realmente rilevante. Tuttavia bisogna prestare attenzione agli spostamenti di fase che si vengono a creare quando non c’è equidistanza fra l’ascoltatore da una parte e l’accoppiata sub+monitor dall’altra: cioè spesso! Si tenga presente, infatti, che la distanza fra noi ascoltatori e un sub poggiato a terra e i monitor sopra (cosiddetti “satelliti”) cambia continuamente a seconda che noi stiamo in piedi o seduti e più o meno in giro per la stanza. Ripeto: quando nelle regie che ho frequentato sono stato “costretto” ad usare un sub non ho mai avuto una gran bella esperienza! Se volete un mio consiglio, piuttosto che prevedere di aggiungere un sub ai vostri piccoli monitor, acquistate monitor full range che “scendano” un po’ “più giù”.

Detto ciò, e a beneficio di chi un subwoofer lo possiede già, fate così:

1) procuratevi un generatore di rumore rosa e mandate il segnale ai vostri monitor con il sub spento. Al punto di ascolto, con un fonometro regolato in “Slow” e “C Weight” (non importa che il fonometro sia professionale, ne basta uno anche in forma di app sul vostro smartphone), misurate un monitor alla volta fino a quando non leggete il valore di circa 83-85dB SPL. Il valore letto deve essere uguale per entrambi i lati.

2) Una volta calibrati singolarmente entrambi i monitor, spegneteli e mandate il segnale solo al sub fino a leggere circa 77-79 dB SPL sul fonometro.

3) Ri-attivate i satelliti, fate suonare un brano che conoscete molto bene e, durante l’ascolto, provate a pigiare il bottoncino dell’inversione di polarità sul sub. Decidete se lasciarlo attivato oppure no a seconda della quantità di basse che percepite: la posizione corretta dello switch è quando avrete la sensazione di ascoltare più basse. In virtù del fatto che è stato aggiunto il Sub, potete anche spostare i satelliti in avanti distanziandoli dal muro posteriore più dei 60 cm. consigliati in un settaggio senza sub.

Valutazione del risultato finale.

Ripetendo all’infinito il mantra (perdonate voi stessi che non sapete cosa vi perdete) che senza un’adeguata correzione acustica non vi tornerà mai tutto, procedete con questo piccolo test:

  • registrate, suonando all’ottava più grave, tutte le note (diesis compresi) di un basso campionato. Se, riascoltando in loop, il volume di qualche singola nota vi risulta più bassa di un’altra, provate a spostare un po’ avanti o indietro i monitor, o a modificarne di poco l’angolazione, e riascoltate con attenzione. Fermatevi dove la sensazione è quella di omogeneità di volume fra tutte le note della scala. Non dovete spostare il vostro punto d’ascolto, ma quello dei monitor, rivedendo e adattando, a seconda della distanza, tutti i valori di cui ai punti sopra.
  • Quando pensate di aver trovato la posizione ideale fate, finalmente, l’ultimo check. Mandate in play un brano mixato e masterizzato a regola d’arte e controllate se, stando seduti centralmente rispetto ai monitor, la voce la sentite dritta di fronte a voi e se l’apertura stereo e il bilanciamento fra le varie frequenze vi soddisfano.

Sì? Bene, fatto!

Chiudo menzionando, più per dovere di cronaca ché per altro (dati gli alti costi di messa in opera), che il miglior posizionamento dei monitor è quello di incassarli nel muro. Questa pratica, chiamata “infinite baffle mounting” o “flush mounting”, evita totalmente le riflessioni dal muro posteriore.  Poteste permettervi casse adatte a questo scopo e faceste questo investimento, risultereste automaticamente inseriti nella lista dei fonici/musicisti/produttori più felici al mondo!

Carlo De Nuzzo

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